Conferenza Stampa 15-12-2008
lunedì 15 dicembre 2008
Senza Filtro - La Destra
L’ASFALTO DELLA DIRETTISSIMA VENARIA-LANZO PUO’ PROVOCARE DEGLI INCIDENTI
La strada Provinciale che collega Venaria a Lanzo, la cosiddetta “direttissima” che costeggia il Parco della Mandria è in una situazione vergognosa.
Il manto stradale, soprattutto nel tratto che va dalla Cascina Bellotta a Venaria, è completamente distrutto e sbriciolato, tanto da sembrare una groviera.
Tutto questo rende la viabilità particolarmente pericolosa, sia per le buche che si formano, che per il pietrisco che si solleva ogni qualvolta un’auto transita.
La SP 1, come molte altre, è in queste condizioni a causa della dissennata gestione fatta dalla Provincia governata dalla sinistra da più di vent’anni, che non provvede in maniera adeguata alla manutenzione dei beni pubblici (come le scuole e le strade) di sua competenza.
“Va sottolineato – spiega Alessandro Ballauri Dirigente Provinciale de La Destra - che il manto stradale è stato rifatto da poco. E non ho mai visto un tratto così lungo di strada sfaldarsi completamente.” Ballauri evidenzia che forse sarebbe il caso di fare una perizia sul tipo di asfalto utilizzato e sul lavoro eseguito, perché forse qualcuno ha voluto risparmiare sulla pelle degli automobilisti.
La strada Provinciale che collega Venaria a Lanzo, la cosiddetta “direttissima” che costeggia il Parco della Mandria è in una situazione vergognosa.
Il manto stradale, soprattutto nel tratto che va dalla Cascina Bellotta a Venaria, è completamente distrutto e sbriciolato, tanto da sembrare una groviera.
Tutto questo rende la viabilità particolarmente pericolosa, sia per le buche che si formano, che per il pietrisco che si solleva ogni qualvolta un’auto transita.
La SP 1, come molte altre, è in queste condizioni a causa della dissennata gestione fatta dalla Provincia governata dalla sinistra da più di vent’anni, che non provvede in maniera adeguata alla manutenzione dei beni pubblici (come le scuole e le strade) di sua competenza.
“Va sottolineato – spiega Alessandro Ballauri Dirigente Provinciale de La Destra - che il manto stradale è stato rifatto da poco. E non ho mai visto un tratto così lungo di strada sfaldarsi completamente.” Ballauri evidenzia che forse sarebbe il caso di fare una perizia sul tipo di asfalto utilizzato e sul lavoro eseguito, perché forse qualcuno ha voluto risparmiare sulla pelle degli automobilisti.
Alessandro BALLAURI
martedì 9 dicembre 2008
Senza Filtro - Comunisti Italiani
Il PdCI esce dalla maggioranza Chiamparino
Torino, 7/12/2008. La Federazione di Torino del Partito dei Comunisti Italiani annuncia l'uscita dalla maggioranza Chiamparino a partire dalla data del presente comunicato.
La decisione è definitiva: "Non si puo' stare con chi sceglie il privato sul pubblico, chi confonde la solidarieta' con i profitti, i valori del neoliberismo con i bisogni della gente. Il PdCI dunque, compie una scelta diversa, quella di tornare tra la sua gente, il popolo, i disagiati, i proletari." Così il Segretario del PdCI di Torino Maurizio (Mao) Calliano, che aggiunge: "Ho appreso dai giornali di stamattina le posizioni dell'Assessore Passoni e del Consigliere Gallo: in democrazia é normale compiere delle scelte. Il Comitato Federale che mi ha eletto giovedì sera ha però deliberato un principio a cui il PdCI Torinese si atterrà strettamente: d'ora in avanti l'agenda politica del partito sarà dettata dai gruppi dirigenti - il Comitato Federale e la Segreteria provinciale, in stretto collegamento con gli organismi nazionali - ponendo definitivamente fine alla prassi che ha visto le istituzioni prevalere sulle scelte del Partito".
Di conseguenza qualora l'assessore Passoni e il consigliere Gallo intendessero continuare, nonostante l'indicazione assunta a grandissima maggioranza dal Partito, a far da stampella a Chiamparino, lo faranno fuori dal Partito, cosa che "mi auguro vivamente non accada" commenta Mao Calliano il quale aggiunge: "Ora tocca al PRC che dovrà verificare se dialogare e costruire insieme al PdCI un blocco sociale nella nostra città a favore di tutte quelle persone che davvero non sono più in grado di mettere insieme il pranzo con la cena, o se continuare a sostenere un'Amministrazione determinata a favorire i ricchi alle spalle dei poveri".
La Federazione Torinese del PdCI, dalla prossima settimana, realizzerà dei gazebo e banchetti per la raccolta firme inerenti a cinque proposte di legge d'iniziativa popolare: scala mobile, precariato, disagio abitativo, conflitto di interesse, diritto allo studio. La raccolta firme verra' organizzata lontano dalle vetrine illuminate per raggiungere quei luoghi popolari dove risiede il popolo del disagio e degli inascoltati.
Ufficio stampa
Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di Torino
_________________________________________________________________________
L'Assemblea generale dell'ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina.
Il Presidente dell'Assemblea, Miguel d'Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell'uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell'apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell'apartheid, ad un'epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all'ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell'apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate.
Abbiamo ascoltato oggi un rappresentante della società civile sudafricana. Sappiamo che in tutto il mondo organizzazioni della società civile lavorano per difendere i diritti dei Palestinesi e tentano di proteggere la popolazione palestinese che noi, Nazioni Unite, non siamo riusciti a proteggere. Più di 20 anni fa noi, le Nazioni Unite, abbiamo raccolto il testimone della società civile quando abbiamo convenuto che le sanzioni erano necessarie per esercitare una pressione non violenta sul Sud Africa. Oggi, forse, noi, le Nazioni Unite, dobbiamo considerare di seguire l'esempio di una nuova generazione della società civile chef a appello per una analoga campagna di boicottaggio, di disinvestimento e di sanzioni per fare pressione su Israele. Ho assistito a numerose riunioni sui Diritti del popolo palestinese. Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c'è alcuna virtù nell'essere pazienti con la sofferenza degli altri. Noi dobbiamo agire con tutto il nostro cuore per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese (…) Tengo ugualmente a ricordare ai miei fratelli e sorelle israeliani che, anche se hanno lo scudo protettore degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, nessun atto di intimidazione cambierà la Risoluzione 181, adottata 61 anni fa, che invita alla creazione di due Stati. Vergognosamente, oggi non c'è uno Stato palestinese che noi possiamo celebrare e questa prospettiva appare più lontana che mai. Qualunque siano le spiegazioni, questo fatto centrale porta derisione all'ONU e nuoce gravemente alla sua immagine ed al suo prestigio. Come possiamo continuare così?».
L'ambasciatore Miguel d'Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
L'Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d'Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico.
*****
Ad oltre dieci giorni dall'intervento di D'Escoto all'ONU, nessun organo di informazione "importante" ha ritenuto di doverne dare conto, forse per non turbare il sonno perenne del nostro Presidente della Repubblica, quello che dorme quando viene sancita la fine dell'eguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e – coerentemente – nel suo viaggio in Israele ha continuato a sonnecchiare di fronte alle sofferenze dei Palestinesi sotto il tallone di ferro dell'occupazione israeliana.
_________________________________________________________________________
Calo consumi a natale segno preoccupante della crisi
Dichiarazione del Consigliere Regionale, ufficio politico nazionale PDCI Vincenzo Chieppa:
“ L’annunciato calo dei consumi nel periodo delle prossime festività rappresenta un preoccupante segnale della profondità dell’attuale crisi economica delle famiglie piemontesi.
E’ necessario un drastico cambio di rotta nelle politiche e nelle azioni degli enti locali. Investire massicce risorse nel sostegno al reddito di lavoratori e pensionati, includendo in queste azioni il piccolo commercio che rischia una vera e propria debacle economica.
Nonostante la forte campagna mediatica che tende ad incentivare artificiosamente l’ottimismo dei cittadini, così come richiesto dal Presidente del Consiglio, le preoccupazioni della crisi economica non debbono scomparire sotto l’effetto della propaganda.
Anche localmente ad esempio, il bilancio della regione Piemonte dovrà essere chiaramente orientato sul versante sociale e delle misure anti crisi”
Torino, 7/12/2008. La Federazione di Torino del Partito dei Comunisti Italiani annuncia l'uscita dalla maggioranza Chiamparino a partire dalla data del presente comunicato.
La decisione è definitiva: "Non si puo' stare con chi sceglie il privato sul pubblico, chi confonde la solidarieta' con i profitti, i valori del neoliberismo con i bisogni della gente. Il PdCI dunque, compie una scelta diversa, quella di tornare tra la sua gente, il popolo, i disagiati, i proletari." Così il Segretario del PdCI di Torino Maurizio (Mao) Calliano, che aggiunge: "Ho appreso dai giornali di stamattina le posizioni dell'Assessore Passoni e del Consigliere Gallo: in democrazia é normale compiere delle scelte. Il Comitato Federale che mi ha eletto giovedì sera ha però deliberato un principio a cui il PdCI Torinese si atterrà strettamente: d'ora in avanti l'agenda politica del partito sarà dettata dai gruppi dirigenti - il Comitato Federale e la Segreteria provinciale, in stretto collegamento con gli organismi nazionali - ponendo definitivamente fine alla prassi che ha visto le istituzioni prevalere sulle scelte del Partito".
Di conseguenza qualora l'assessore Passoni e il consigliere Gallo intendessero continuare, nonostante l'indicazione assunta a grandissima maggioranza dal Partito, a far da stampella a Chiamparino, lo faranno fuori dal Partito, cosa che "mi auguro vivamente non accada" commenta Mao Calliano il quale aggiunge: "Ora tocca al PRC che dovrà verificare se dialogare e costruire insieme al PdCI un blocco sociale nella nostra città a favore di tutte quelle persone che davvero non sono più in grado di mettere insieme il pranzo con la cena, o se continuare a sostenere un'Amministrazione determinata a favorire i ricchi alle spalle dei poveri".
La Federazione Torinese del PdCI, dalla prossima settimana, realizzerà dei gazebo e banchetti per la raccolta firme inerenti a cinque proposte di legge d'iniziativa popolare: scala mobile, precariato, disagio abitativo, conflitto di interesse, diritto allo studio. La raccolta firme verra' organizzata lontano dalle vetrine illuminate per raggiungere quei luoghi popolari dove risiede il popolo del disagio e degli inascoltati.
Ufficio stampa
Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di Torino
_________________________________________________________________________
L'Assemblea generale dell'ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina.
Il Presidente dell'Assemblea, Miguel d'Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell'uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell'apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell'apartheid, ad un'epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all'ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell'apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate.
Abbiamo ascoltato oggi un rappresentante della società civile sudafricana. Sappiamo che in tutto il mondo organizzazioni della società civile lavorano per difendere i diritti dei Palestinesi e tentano di proteggere la popolazione palestinese che noi, Nazioni Unite, non siamo riusciti a proteggere. Più di 20 anni fa noi, le Nazioni Unite, abbiamo raccolto il testimone della società civile quando abbiamo convenuto che le sanzioni erano necessarie per esercitare una pressione non violenta sul Sud Africa. Oggi, forse, noi, le Nazioni Unite, dobbiamo considerare di seguire l'esempio di una nuova generazione della società civile chef a appello per una analoga campagna di boicottaggio, di disinvestimento e di sanzioni per fare pressione su Israele. Ho assistito a numerose riunioni sui Diritti del popolo palestinese. Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c'è alcuna virtù nell'essere pazienti con la sofferenza degli altri. Noi dobbiamo agire con tutto il nostro cuore per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese (…) Tengo ugualmente a ricordare ai miei fratelli e sorelle israeliani che, anche se hanno lo scudo protettore degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, nessun atto di intimidazione cambierà la Risoluzione 181, adottata 61 anni fa, che invita alla creazione di due Stati. Vergognosamente, oggi non c'è uno Stato palestinese che noi possiamo celebrare e questa prospettiva appare più lontana che mai. Qualunque siano le spiegazioni, questo fatto centrale porta derisione all'ONU e nuoce gravemente alla sua immagine ed al suo prestigio. Come possiamo continuare così?».
L'ambasciatore Miguel d'Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
L'Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d'Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico.
*****
Ad oltre dieci giorni dall'intervento di D'Escoto all'ONU, nessun organo di informazione "importante" ha ritenuto di doverne dare conto, forse per non turbare il sonno perenne del nostro Presidente della Repubblica, quello che dorme quando viene sancita la fine dell'eguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e – coerentemente – nel suo viaggio in Israele ha continuato a sonnecchiare di fronte alle sofferenze dei Palestinesi sotto il tallone di ferro dell'occupazione israeliana.
_________________________________________________________________________
Calo consumi a natale segno preoccupante della crisi
Dichiarazione del Consigliere Regionale, ufficio politico nazionale PDCI Vincenzo Chieppa:
“ L’annunciato calo dei consumi nel periodo delle prossime festività rappresenta un preoccupante segnale della profondità dell’attuale crisi economica delle famiglie piemontesi.
E’ necessario un drastico cambio di rotta nelle politiche e nelle azioni degli enti locali. Investire massicce risorse nel sostegno al reddito di lavoratori e pensionati, includendo in queste azioni il piccolo commercio che rischia una vera e propria debacle economica.
Nonostante la forte campagna mediatica che tende ad incentivare artificiosamente l’ottimismo dei cittadini, così come richiesto dal Presidente del Consiglio, le preoccupazioni della crisi economica non debbono scomparire sotto l’effetto della propaganda.
Anche localmente ad esempio, il bilancio della regione Piemonte dovrà essere chiaramente orientato sul versante sociale e delle misure anti crisi”
Senza Filtro - La Destra
CONTRO LA CULTURA DI MORTE
“Testamento biologico e eutanasia”
Un incontro promosso da La Destra per il 10 dicembre 2008
Alcune tendenze culturali, etiche, giuridiche e politiche del mondo occidentale mettono sempre più in discussione il tema dell’indisponibilità della vita umana. E di conseguenza anche nel nostro Paese l’aiuto e l’assistenza al suicidio cioè l’eutanasia vengono sempre più spesso alla ribalta, come il recente caso di Eluana ENGLARO. Per questi motivi LA DESTRA Torinese ha chiesto al professor Mauro Ronco, Ordinario di diritto penale nell’Università di Padova e attuale Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, di illustrare in un incontro, mercoledì 10 alle 21 nel Centro Uffici Terrazza Solferino di via Bertolotti n. 7 al primo piano, le implicazioni etico-giuridiche che derivano dalla difesa della sacralità della vita e della dignità dell’uomo. Due valori di cui si appropriano uomini senza rispetto di ogni principio e di ogni limite, per far trionfare una concezione individualista e anarchica della vita. Il contrario di quanto pensa La Destra, che sostiene come la cultura della vita sia protetta dalla prudente riflessione morale sulla legittimità etica e giuridica delle azioni umane.
“Testamento biologico e eutanasia”
Un incontro promosso da La Destra per il 10 dicembre 2008
Alcune tendenze culturali, etiche, giuridiche e politiche del mondo occidentale mettono sempre più in discussione il tema dell’indisponibilità della vita umana. E di conseguenza anche nel nostro Paese l’aiuto e l’assistenza al suicidio cioè l’eutanasia vengono sempre più spesso alla ribalta, come il recente caso di Eluana ENGLARO. Per questi motivi LA DESTRA Torinese ha chiesto al professor Mauro Ronco, Ordinario di diritto penale nell’Università di Padova e attuale Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, di illustrare in un incontro, mercoledì 10 alle 21 nel Centro Uffici Terrazza Solferino di via Bertolotti n. 7 al primo piano, le implicazioni etico-giuridiche che derivano dalla difesa della sacralità della vita e della dignità dell’uomo. Due valori di cui si appropriano uomini senza rispetto di ogni principio e di ogni limite, per far trionfare una concezione individualista e anarchica della vita. Il contrario di quanto pensa La Destra, che sostiene come la cultura della vita sia protetta dalla prudente riflessione morale sulla legittimità etica e giuridica delle azioni umane.
mercoledì 3 dicembre 2008
Senza Filtro - Partito dei CARC
“Lettera aperta al presidente del consiglio provinciale di Torino e a tutti i consiglieri”.
In data 02/12/2008, si è tenuta una seduta del consiglio provinciale durante la quale il consigliere di Italia dei Valori Petrarulo, ha presentato un’interpellanza sulla gestione poco trasparente del personale impiegato presso gli uffici della Provincia. Tale interpellanza (per la quale ringraziamo il consigliere Petrarulo) è stata possibile grazie al fatto che il nostro Partito aveva denunciato pubblicamente, tramite un volantinaggio davanti agli uffici provinciali, la minaccia di mobbing rivolta al compagno Umberto Ruggiero, lavoratore presso gli uffici della Provincia e iscritto al nostro Partito. Egli era infatti stato esortato dal suo dirigente, a richiedere il trasferimento presso un latro ufficio in quanto una esponente politica per la quale faceva da addetto stampa, diceva di preferire “personale affine alle sue posizioni politiche”, cosa che non è contemplata dal CCNL dell’ente provinciale. Il compagno Umberto Ruggiero, iscritto anche alla CGIL, ha informato i funzionari sindacali i quali, invece di intervenire sulla questione della lesione dei diritti di un lavoratore, lo espellevano dalla CGIL perché membro del Partito dei CARC. Una discriminazione dietro l’altra!
All’interpellanza del consigliere Petrarulo, prima che vi fosse la risposta dell’assessore, è seguita l’interpellanza del consigliere Delia del PRC, il quale sollevava la questione delle discriminazioni e delle pressioni che la CGIL sarebbe costretta a subire dalla giunta e dagli altri sindacati. Un fatto gravissimo che rientra nel contesto più generale del tentativo di screditare e indebolire l’organizzazione dei lavoratori e al quale i dirigenti del sindacato rispondono espellendo i suoi membri più combattivi e sensibili alla difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori.
A quel punto il segretario della sezione di Torino del P-CARC, che era presente in qualità di osservatore nei posti assegnati al pubblico, ha interrotto il consigliere del PRC dicendo che “se la CGIL nelle condizioni di subire pressioni e discriminazioni è perché invece di difendere i lavoratori della Provincia che denunciano i soprusi e le malefatte, li espelle dal suo sindacato” e continuava dicendo: “Il punto da chiarire, per la “trasparenza necessaria”, è quanto e come i dirigenti del sindacato siano collusi con il malcostume dei politicanti cosa che si è evidenziata benissimo anche questa mattina quando trattando questioni relative alle drammatiche condizioni di centinaia di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo nella nostra provincia, i consiglieri leggevano il giornale, parlavano tra loro, telefonavano e usavano il PC invece di prestare attenzione massima ai problemi della collettività”.
Il presidente del consiglio ha quindi invitato gli addetti a fare tacere il nostro compagno e ha minacciato la sospensione del consiglio. Molto probabilmente abbiamo turbato il quieto vivere e l’armonia che unisce i consiglieri nel farsi scivolare addosso tutto ciò che succede al di fuori del loro mondo e che gli consente di utilizzare le aule del consiglio per leggere tranquillamente il giornale?
Questi sono i fatti accaduti il 02/12/2008 in una sala consigliare dove dovrebbero essere dibattuti e affrontati con impegno e estremo interesse i problemi della collettività. Un aula consigliare dove i politici hanno potuto accedere grazie al voto popolare (!?) A giudicare dall’indegno spettacolo offerto proprio da quei soggetti che avrebbero dovuto essere delegati dai cittadini a curare i loro interessi, sembrerebbe proprio che i consiglieri non debbano rispondere a nessuno del loro operato e che ciò gli permetta di godersela fin che è possibile, salvo qualche piccola eccezione.
Ma che ne direbbero gli operai e i lavoratori che subiscono veramente gli effetti devastanti della crisi e degli attacchi padronali? Pensano forse i consiglieri che questi operai, vedendoli intenti ognuno a farsi i fatti propri, li ringrazierebbero di cuore per il loro operato? Credono forse i consiglieri che il fatto di ricoprire la carica pubblica che ricoprono sia dovuto ad una investitura divina e che non debbano rendere conto all’elettorato e alle masse popolari che sono state costrette, a causa della legge elettorale assurda, a votarli?
Se è questo il vostro pensiero, cari amministratori e consiglieri, vi rammentiamo che malgrado la finta democrazia con la quale vengono mascherate le peggiori malefatte nei confronti delle masse popolari, esse sono cosa reale, concreta e con le cose concrete e reali ci si “sbatte sempre il grugno”. Cari consiglieri e amministratori, il vostro mondo non è un mondo a parte e presto il vostro operato dovrà fare i conti con la realtà, quella vera, quella che voi dimostrate di avere chiuso dietro le porte dei palazzi del potere. Quella realtà fatta di uomini e di donne che lavorano e si battono per un mondo migliore, sta bussando alle porte che tentate di tenere ben chiuse dietro di voi!!
Facciamo quindi appello a quei consiglieri e a quei sindacalisti che ancora non si sono fatti imbrigliare dai meccanismi abbietti che regolano le relazioni dei politicanti in nome del quieto vivere e della tutela degli interessi di “amici degli amici”, a dare un segno robusto e tangibile della loro buona fede e a denunciare, senza se e senza ma, le malefatte delle Autorità e delle amministrazioni pubbliche unendosi al lavoro per la costruzione di Comitati Popolari di Controllo e di denuncia dell’operato delle Autorità, di quello che fanno e che non fanno, di quello che dicono e quello che non dicono.
Il Partito dei CARC esprimendo la piena solidarietà nei confronti dei delegati della CGIL che onestamente si battono per la difesa dei lavoratori della provincia e che subiscono pressioni e discriminazioni da parte della giunta provinciale, li esorta a costringere i propri dirigenti a fare il loro mestiere e a combattere con forza contro i tentativi di discredito e di intimidazione da parte dei politicanti di turno, di centro destra o di centro sinistra che essi siano. Li invita anche a protestare, presso le proprie sedi di competenza, contro l’espulsione dei comunisti e dei lavoratori più combattivi dal sindacato.
A breve la nostra federazione interverrà sul territorio cittadino e provinciale per denunciare lo squallido atteggiamento dei consiglieri e degli amministratori che si fanno beffe dei problemi delle masse popolari e avvierà una raccolta di firme di protesta che, considerata la già esistente pubblica opinione sull’operato delle Autorità, crediamo possano essere tantissime.
Nel salutarvi
Per la federazione Piemonte e Lombardia del P-CARC
Valter Ferrarato.
In data 02/12/2008, si è tenuta una seduta del consiglio provinciale durante la quale il consigliere di Italia dei Valori Petrarulo, ha presentato un’interpellanza sulla gestione poco trasparente del personale impiegato presso gli uffici della Provincia. Tale interpellanza (per la quale ringraziamo il consigliere Petrarulo) è stata possibile grazie al fatto che il nostro Partito aveva denunciato pubblicamente, tramite un volantinaggio davanti agli uffici provinciali, la minaccia di mobbing rivolta al compagno Umberto Ruggiero, lavoratore presso gli uffici della Provincia e iscritto al nostro Partito. Egli era infatti stato esortato dal suo dirigente, a richiedere il trasferimento presso un latro ufficio in quanto una esponente politica per la quale faceva da addetto stampa, diceva di preferire “personale affine alle sue posizioni politiche”, cosa che non è contemplata dal CCNL dell’ente provinciale. Il compagno Umberto Ruggiero, iscritto anche alla CGIL, ha informato i funzionari sindacali i quali, invece di intervenire sulla questione della lesione dei diritti di un lavoratore, lo espellevano dalla CGIL perché membro del Partito dei CARC. Una discriminazione dietro l’altra!
All’interpellanza del consigliere Petrarulo, prima che vi fosse la risposta dell’assessore, è seguita l’interpellanza del consigliere Delia del PRC, il quale sollevava la questione delle discriminazioni e delle pressioni che la CGIL sarebbe costretta a subire dalla giunta e dagli altri sindacati. Un fatto gravissimo che rientra nel contesto più generale del tentativo di screditare e indebolire l’organizzazione dei lavoratori e al quale i dirigenti del sindacato rispondono espellendo i suoi membri più combattivi e sensibili alla difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori.
A quel punto il segretario della sezione di Torino del P-CARC, che era presente in qualità di osservatore nei posti assegnati al pubblico, ha interrotto il consigliere del PRC dicendo che “se la CGIL nelle condizioni di subire pressioni e discriminazioni è perché invece di difendere i lavoratori della Provincia che denunciano i soprusi e le malefatte, li espelle dal suo sindacato” e continuava dicendo: “Il punto da chiarire, per la “trasparenza necessaria”, è quanto e come i dirigenti del sindacato siano collusi con il malcostume dei politicanti cosa che si è evidenziata benissimo anche questa mattina quando trattando questioni relative alle drammatiche condizioni di centinaia di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo nella nostra provincia, i consiglieri leggevano il giornale, parlavano tra loro, telefonavano e usavano il PC invece di prestare attenzione massima ai problemi della collettività”.
Il presidente del consiglio ha quindi invitato gli addetti a fare tacere il nostro compagno e ha minacciato la sospensione del consiglio. Molto probabilmente abbiamo turbato il quieto vivere e l’armonia che unisce i consiglieri nel farsi scivolare addosso tutto ciò che succede al di fuori del loro mondo e che gli consente di utilizzare le aule del consiglio per leggere tranquillamente il giornale?
Questi sono i fatti accaduti il 02/12/2008 in una sala consigliare dove dovrebbero essere dibattuti e affrontati con impegno e estremo interesse i problemi della collettività. Un aula consigliare dove i politici hanno potuto accedere grazie al voto popolare (!?) A giudicare dall’indegno spettacolo offerto proprio da quei soggetti che avrebbero dovuto essere delegati dai cittadini a curare i loro interessi, sembrerebbe proprio che i consiglieri non debbano rispondere a nessuno del loro operato e che ciò gli permetta di godersela fin che è possibile, salvo qualche piccola eccezione.
Ma che ne direbbero gli operai e i lavoratori che subiscono veramente gli effetti devastanti della crisi e degli attacchi padronali? Pensano forse i consiglieri che questi operai, vedendoli intenti ognuno a farsi i fatti propri, li ringrazierebbero di cuore per il loro operato? Credono forse i consiglieri che il fatto di ricoprire la carica pubblica che ricoprono sia dovuto ad una investitura divina e che non debbano rendere conto all’elettorato e alle masse popolari che sono state costrette, a causa della legge elettorale assurda, a votarli?
Se è questo il vostro pensiero, cari amministratori e consiglieri, vi rammentiamo che malgrado la finta democrazia con la quale vengono mascherate le peggiori malefatte nei confronti delle masse popolari, esse sono cosa reale, concreta e con le cose concrete e reali ci si “sbatte sempre il grugno”. Cari consiglieri e amministratori, il vostro mondo non è un mondo a parte e presto il vostro operato dovrà fare i conti con la realtà, quella vera, quella che voi dimostrate di avere chiuso dietro le porte dei palazzi del potere. Quella realtà fatta di uomini e di donne che lavorano e si battono per un mondo migliore, sta bussando alle porte che tentate di tenere ben chiuse dietro di voi!!
Facciamo quindi appello a quei consiglieri e a quei sindacalisti che ancora non si sono fatti imbrigliare dai meccanismi abbietti che regolano le relazioni dei politicanti in nome del quieto vivere e della tutela degli interessi di “amici degli amici”, a dare un segno robusto e tangibile della loro buona fede e a denunciare, senza se e senza ma, le malefatte delle Autorità e delle amministrazioni pubbliche unendosi al lavoro per la costruzione di Comitati Popolari di Controllo e di denuncia dell’operato delle Autorità, di quello che fanno e che non fanno, di quello che dicono e quello che non dicono.
Il Partito dei CARC esprimendo la piena solidarietà nei confronti dei delegati della CGIL che onestamente si battono per la difesa dei lavoratori della provincia e che subiscono pressioni e discriminazioni da parte della giunta provinciale, li esorta a costringere i propri dirigenti a fare il loro mestiere e a combattere con forza contro i tentativi di discredito e di intimidazione da parte dei politicanti di turno, di centro destra o di centro sinistra che essi siano. Li invita anche a protestare, presso le proprie sedi di competenza, contro l’espulsione dei comunisti e dei lavoratori più combattivi dal sindacato.
A breve la nostra federazione interverrà sul territorio cittadino e provinciale per denunciare lo squallido atteggiamento dei consiglieri e degli amministratori che si fanno beffe dei problemi delle masse popolari e avvierà una raccolta di firme di protesta che, considerata la già esistente pubblica opinione sull’operato delle Autorità, crediamo possano essere tantissime.
Nel salutarvi
Per la federazione Piemonte e Lombardia del P-CARC
Valter Ferrarato.
Senza Filtro - La Destra
C’E‘ CRISI DI DEMOCRAZIA A ROSTA?
Durante la seduta del Consiglio Comunale di Rosta che si è tenuta giovedì 27 novembre, i partecipanti hanno potuto assistere ad un pessimo esempio di applicazione delle regole della democrazia all’interno delle Istituzioni. Tra i presenti alla riunione del Consiglio in questione c’era un aderente a La Destra che ci ha riferito quanto accaduto nei dettagli. Poiché la versione riferita è supportata anche da altre testimonianze e persino da esposti presentati ai Carabinieri, viene da chiedersi con preoccupazione se a Rosta è in atto una crisi di democrazia.
Quando un assessore (per di più vicesindaco) non solo rifiuta di fornire adeguate risposte alle legittime richieste dell’opposizione, ma arriva persino a deriderla e sbeffeggiarla, vuol dire che siamo dinanzi a un rappresentante delle Istituzioni che non rispetta e non riconosce un’altra componente della stessa Istituzione. Se tutto questo si svolge davanti a un Sindaco silente e a un Presidente del Consiglio Comunale inerte, viene da pensare che questa mancanza di rispetto istituzionale interessi tutta la maggioranza. E se è imperdonabile che un singolo esponente istituzionale calpesti le più elementari regole democratiche, risulta assolutamente inaccettabile che questo avvenga anche da parte di chi quelle regole deve farle rispettare e difenderle.
L’attività di verifica e controllo, di critica e di stimolo svolta legittimamente dall’opposizione, nel Consiglio del Comune più piccolo come in Parlamento, rappresenta l’unica vera discriminante tra una democrazia matura e un regime autoritario. Rispettare l’opposizione, per quello che rappresenta e per l’attività che svolge, è un dovere di ogni membro del Consiglio Comunale e della Giunta. Chi non lo fa non merita di rimanere all’interno delle Istituzioni.
Al giovane amico Sindaco rivolgo un caloroso invito affinché possa dimostrare di non accettare metodi sbrigativi a anticostituzionali: ritiri le deleghe a chi ha offeso non solo l’opposizione ma il metodo democratico. Diversamente dimostrerà di non essere autonomo ma di essere prigioniero di chi lo ha fatto eleggere per poi servirsene a proprio piacimento!
Torino, 3 dicembre 2008
Durante la seduta del Consiglio Comunale di Rosta che si è tenuta giovedì 27 novembre, i partecipanti hanno potuto assistere ad un pessimo esempio di applicazione delle regole della democrazia all’interno delle Istituzioni. Tra i presenti alla riunione del Consiglio in questione c’era un aderente a La Destra che ci ha riferito quanto accaduto nei dettagli. Poiché la versione riferita è supportata anche da altre testimonianze e persino da esposti presentati ai Carabinieri, viene da chiedersi con preoccupazione se a Rosta è in atto una crisi di democrazia.
Quando un assessore (per di più vicesindaco) non solo rifiuta di fornire adeguate risposte alle legittime richieste dell’opposizione, ma arriva persino a deriderla e sbeffeggiarla, vuol dire che siamo dinanzi a un rappresentante delle Istituzioni che non rispetta e non riconosce un’altra componente della stessa Istituzione. Se tutto questo si svolge davanti a un Sindaco silente e a un Presidente del Consiglio Comunale inerte, viene da pensare che questa mancanza di rispetto istituzionale interessi tutta la maggioranza. E se è imperdonabile che un singolo esponente istituzionale calpesti le più elementari regole democratiche, risulta assolutamente inaccettabile che questo avvenga anche da parte di chi quelle regole deve farle rispettare e difenderle.
L’attività di verifica e controllo, di critica e di stimolo svolta legittimamente dall’opposizione, nel Consiglio del Comune più piccolo come in Parlamento, rappresenta l’unica vera discriminante tra una democrazia matura e un regime autoritario. Rispettare l’opposizione, per quello che rappresenta e per l’attività che svolge, è un dovere di ogni membro del Consiglio Comunale e della Giunta. Chi non lo fa non merita di rimanere all’interno delle Istituzioni.
Al giovane amico Sindaco rivolgo un caloroso invito affinché possa dimostrare di non accettare metodi sbrigativi a anticostituzionali: ritiri le deleghe a chi ha offeso non solo l’opposizione ma il metodo democratico. Diversamente dimostrerà di non essere autonomo ma di essere prigioniero di chi lo ha fatto eleggere per poi servirsene a proprio piacimento!
Torino, 3 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)
